Iperammortamento 2026-2028

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L’iperammortamento consiste in una deduzione ai fini IRES e IRPEF riconosciuta alle imprese che effettuano investimenti funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale dei processi produttivi.

L’agevolazione riguarda investimenti in beni materiali e immateriali 4.0 strumentali nuovi, interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura, nonché in impianti FER destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo,anche a distanza, inclusi i sistemi di stoccaggio dell’energia prodotta.

Saranno pubblicati nuovi Allegati A e B del Piano Industria 4.0, rinominati Allegati IV e V (allegato stralcio REFI- Info Fisco 003/2026), che individueranno in modo aggiornato i beni agevolabili, introducendo ambiti quali intelligenza artificiale, sovranità dei dati e sostenibilità.

È inoltre previsto che gli investimenti siano limitati ai soli beni strumentali “Made in EU”, ossia prodotti in Stati membri dell’Unione europea o in Paesi aderenti allo Spazio Economico Europeo.

A tal fine, per i beni UE e SEE, l’impresa dovrà dotarsi di un certificato di origine rilasciato dalla Camera di Commercio competente oppure di una dichiarazione di origine del produttore, ai sensi del DPR 28 dicembre 2000, n. 445, attestante che il bene è stato integralmente ottenuto o ha subito l’ultima trasformazione sostanziale nel territorio UE o SEE, in conformità all’art. 60 del Regolamento (UE) n. 952/2013.

I beni agevolabili sono moduli fotovoltaici con celle prodotti negli Stati membri dell’Unione europea, con un’efficienza a livello di cella almeno pari al 23,5%, e moduli prodotti negli Stati membri dell’Unione europea composti da celle bifacciali ad eterogiunzione di silicio o tandem prodotte nell’Unione europea, con un’efficienza di cella almeno pari al 24%.

La misura assume carattere triennale, con validità dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, viene eliminato il sistema delle maggiorazioni “5.0” per la riduzione dei consumi energetici.

Le quote di ammortamento potranno essere maggiorate:

  • del 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • del 100% per investimenti oltre 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro;
  • del 50% per investimenti oltre 10 milioni e fino a 20 milioni di euro.

Ai fini della fruizione dell’iperammortamento, il soggetto interessato è tenuto a trasmettere al GSE, tramite un’apposita piattaforma informatica, una comunicazione/certificazione relativa all’investimento effettuato.

La bozza del decreto ministeriale attuativo dell’agevolazione, trasmessa dal MIMIT al MEF, ha delineato – in via preliminare – la seguente procedura, attualmente ancora in fase di definizione:

  • Comunicazione preventiva, nella quale indicare l’ammontare complessivo degli
    investimenti programmati;
  • Comunicazione di conferma, da trasmettere entro 60 giorni dall’esito positivo
    dell’istruttoria
    , con attestazione dell’avvenuto pagamento di almeno il 20% del costo
    di acquisizione
    dei beni;
  • Comunicazione consuntiva, relativa al completamento degli investimenti, da inviare
    entro il 15 novembre 2028.

A seguito dell’invio di ciascuna comunicazione, la piattaforma rilascia una ricevuta di avvenuta trasmissione.

Entro 10 giorni, il GSE comunica all’impresa l’esito delle verifiche effettuate ovvero richiede eventuali integrazioni, da fornire entro il medesimo termine.

È confermata la cumulabilità con altri incentivi pubblici, nel rispetto del principio di “nettizzazione” (‘il sostegno non copra le medesime quote di costo dei singoli investimenti del progetto di innovazione e non porti al superamento del costo sostenuto’).

I beni dell’Allegato IV comprendono macchinari, impianti e sistemi digitali avanzati che permettono alle imprese di automatizzare, interconnettere e digitalizzare i processi produttivi secondo il modello Industria 4.0.

Rientrano, ad esempio, macchine utensili e impianti automatizzati, robot e sistemi di movimentazione, magazzini automatici, tecnologie per il controllo qualità, la tracciabilità, la sicurezza e l’ergonomia del lavoro, nonché infrastrutture digitali per dati, intelligenza artificiale, connettività industriale e cybersecurity.

Tutti i beni devono essere nuovi, interconnessi ai sistemi aziendali e utilizzati direttamente nei processi produttivi, mentre sono esclusi i normali PC, dispositivi da ufficio e strumenti destinati ad attività amministrative.

I beni dell’Allegato V comprendono software, piattaforme digitali e applicazioni avanzate che consentono alle imprese di gestire, integrare e ottimizzare i processi produttivi in chiave digitale e 4.0.

Rientrano, ad esempio, i software di progettazione e simulazione, i sistemi per la gestione della produzione, della qualità, della manutenzione e della logistica, le soluzioni IoT, cloud, big data, intelligenza artificiale e digital twin, nonché le applicazioni per cybersecurity, sostenibilità, efficienza energetica e supply chain.

Si tratta di strumenti immateriali ma strategici, che devono essere interconnessi ai sistemi aziendali e utilizzati direttamente a supporto dei processi operativi, produttivi e decisionali dell’impresa.


Per lo Studio – responsabile area Finanza Agevolata
Dott. Pierluigi Di Teodoro

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